
Giornate di Raccolta del Farmaco
25 Febbraio 2026
Cultura della pace
25 Marzo 2026Art. don Salvatore Rinaldi
Pubblicato su Primo Piano Molise 2 Marzo 2026
«L'incontro con Gesù non chiede di mettere da parte i nostri desideri, anzi li provoca (...). Abbiamo più volte sperimentato la delusione per come vanno le cose in questo mondo. Qualche volta siamo stati tentati di volerlo fermare per scendere (...). Gesù annuncia un mondo nuovo, il suo Regno; inaugura un nuovo rapporto tra Dio e gli uomini; manifesta da parte di Dio un'inaudita volontà di perdono e riconciliazione, propone un'alleanza di amicizia e di vita con lui. Il suo Vangelo può esserci sembrato un'utopia o un vestito troppo stretto, una tabella di marcia troppo rigida ed esigente. Può averci lasciati indifferenti (...). Il suo messaggio e la sua vita sono qualcosa che possono ancora interessarci? "Venite e vedrete", ha detto Gesù ai due discepoli e ripete a noi oggi». (Dal Catechismo dei Giovani/2)
Il Padre ha mandato Gesù sulla terra perché noi, vedendo il volto umano del Figlio, conoscessimo anche il volto e il cuore del Padre. Gesù, uomo come noi, ha condiviso la nostra realtà, ha vissuto la nostra stessa vita, ha parlato con parole umane e divine, che ha pagato con il suo sangue. Ma questa morte infamante è solo il penultimo atto della sua vicenda terrena, che si conclude con la sua risurrezione. Gesù di Nazaret è risorto e vive in mezzo a noi!
Credere e seguire Gesù è darsi un progetto forte, che non esonera tuttavia dalla fatica. Ma la fede suscita in noi la fiducia che non siamo soli e che il nostro futuro è aperto a una promessa di bene. Credere in Gesù è desiderare di voler essere in tutto come lui: pensare come lui, parlare come lui, pregare come lui, amare come lui, agire come lui, se necessario, morire come lui. Una cosa molto semplice, se riuscissimo a metterla in pratica: chiedersi, ogni momento: «come si comporterebbe Gesù al posto mio?».
Madre Teresa di Calcutta si è consumata tra i poveri più poveri dell'India e in mezzo ad essi si è spenta il 5 settembre 1997. Ecco come esprime la sua assimilazione a Cristo: «Continuate a dare Gesù alla vostra gente non con le parole, ma con l'esempio, amando Gesù, irradiando la sua santità e diffondendo la sua fragranza di amore dovunque andiate. Accettate tutto quello che vi dà, e date con un largo sorriso tutto quello che vi toglie. Appartenete a Lui. Ditegli: "Sono tua, e se mi tagliassero a pezzi, ogni frammento sarebbe ancora tutto tuo". Corriamo sempre il pericolo di diventare semplicemente degli assistenti sociali; e corriamo questo pericolo quando dimentichiamo chi è colui per il quale lavoriamo. Le nostre attività sono solo un'espressione del nostro amore per Cristo».
Se Gesù non è solo un modello del passato, ma è vivo, presente, operante in mezzo a noi, è perché ci ha donato lo Spirito Santo. È nello Spirito Santo che Dio è l'eterno presente, che Gesù si fa contemporaneo all'uomo di ogni tempo, che la Parola annunciata nella storia travalica i secoli mantenendo la stessa forza e attualità. La parola del Vangelo ci disegna un progetto e il dono dello Spirito ci rende capaci di perseguirlo. Lo Spirito Santo illumina le nostre scelte e sostiene le nostre decisioni.










