
Ma cos’è la fede?
24 Febbraio 2026
Padre misericordioso
24 Febbraio 2026Art. don Salvatore Rinaldi
Pubblicato su Primo Piano Molise 16 Febbraio 2026
Ci stupisce sapere che non siamo nati per caso; che il nostro nome è pronunciato dall'eternità; che Dio ci conosce e ci ama da sempre. E il suo interessamento non viene mai meno.
L'essenziale della rivelazione sta proprio in questo: non è l'uomo che ha cercato per primo Dio, è Dio che cerca per primo l'uomo. Dio è Padre che ci ama con tenerezza sconfinata; noi possiamo anche non amarlo, ma non possiamo impedirgli di amarci. Di tutte le cose insegnate da Gesù, la più profonda e quella che più di ogni altra ci coinvolge è questa paternità di Dio.
«Se Dio mi dice di essere un Dio fedele, di essere per me come Padre e Madre, addirittura che egli è l'amore stesso, allora devo ammettere che la mia fiducia nel braccio che mi sostiene è ragionevole. Al contrario è stolta la mia paura di cadere nel nulla, a meno che non sia io stessa a staccarmi dal braccio che mi protegge, da quel Dio che ci sta accanto personalmente, amante e misericordioso e che ci dà una sicurezza come nessuna conoscenza naturale ci può dare» (Edith Stein).
Il problema del male ha da sempre turbato l'uomo che tanto spesso si scaglia contro Dio, chiedendogli dov'è nelle contraddizioni del nostro tempo; perché non interviene; perché non stabilisce la sua pace, il suo amore, il suo ordine. Insomma, si interessa dell'uomo, o vive lontano nella sua infinita e beata solitudine? Ma è troppo comodo prendersela con Dio!
Credere a Dio Provvidenza significa credere che Egli ha dato all'uomo la luce dell'intelligenza e la forza della libertà per trasformare il mondo in una casa degna e accogliente. È volontà del Creatore che tutti gli uomini abbiano pane a sufficienza. Se oggi migliaia di bambini muoiono di fame, non è da attribuirsi alla mancanza di Provvidenza – Dio non è il tappabuchi – ma alla poca responsabilità dell'uomo.
Il mondo è incompiuto: l'uomo, attraverso l'impegno e la fatica, lo deve portare a compimento. La bontà della Provvidenza non è la bontà di Babbo Natale. Dio non è colui che distribuisce beni, ma Colui che vuole il bene di ogni persona.
Crediamo alla Provvidenza… quando ci fidiamo di Dio senza dover toccare con mano; quando smettiamo di calcolare la convenienza di ogni cosa che facciamo; quando non temiamo di condividere i nostri beni con chi è nel bisogno; quando maturiamo la certezza che in cambio di un bicchiere d'acqua che doniamo, Dio ci dona il mare; quando siamo capaci di vivere nella gioia per quanto ci è stato dato oggi, senza l'ansia per quanto aspettiamo dal domani.
«Tardi ti ho amato, Bellezza tanto antica e tanto nuova; tardi ti ho amato! Tu eri dentro di me e io stavo fuori, ti cercavo qui, gettandomi deforme, sulle belle forme delle tue creature. Tu eri con me, ma io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le creature. Tu mi hai chiamato, il tuo grido ha vinto la mia sordità; hai brillato, e la tua luce ha vinto la mia cecità; hai diffuso il tuo profumo, e io l'ho respirato, e ora anelo a te; ti ho gustato, e ora ho fame e sete di te; mi hai toccato, e ora ardo del desiderio della tua pace» (Sant'Agostino).










