
Uomo di pace
6 Ottobre 2026
Liturgia funebre e persona
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Pubblicato su Primo Piano Molise 21 Settembre 2026
Il profeta è l'uomo della parola, ma sbaglieremmo a credere che il suo messaggio passi esclusivamente attraverso l'espressione verbale. La parola profetica viene trasmessa anche dal gesto, un gesto che non ha soltanto la funzione di sottolineare il discorso, ma che a volte può sostituirlo o prepararlo in maniera decisiva. Maneggiare un oggetto, romperlo, mettersi un giogo sulle spalle, vestirsi in modo strano oppure denudarsi sono tutte azioni inconsuete, ma non prive di senso. In un primo momento il loro significato rimane oscuro, ma in seguito la parola di Dio e gli avvenimenti lo manifesteranno e lo confermeranno. Il gesto enigmatico sfocia nella rivelazione di una realtà di un altro ordine, quella del mondo visto con gli occhi di Dio, governato dalla sua volontà onnipotente e misericordiosa.
Al di là dei singoli gesti, tutto il modo di fare di un individuo, tutto il suo comportamento, abituale o eccezionale, rivela la sua vita interiore, il suo modo di vivere nel mondo e il suo rapporto profondo con Dio. In questo senso, certe esistenze silenziose possono avere una dimensione profetica, nella misura in cui il Dio che viene è già presente in esse. Anche il profeta attivo, che esorta, trasmette oracoli e offre segni, continua la sua profezia in forma muta e nascosta quando soffre in silenzio a causa della parola. Prima di essere perseguitato dagli uomini, Geremia è stato bersagliato da Dio. Preso fra questi due fuochi, è diventato un servo sofferente la cui stessa esistenza, nel suo insieme, appare come un segno di punizione e di misericordia.
Il gesto profetico è radicalmente diverso dal gesto magico. Il gesto magico, posto dall'uomo, cerca di esercitare una pressione sulle potenze superiori, demoniache o divine. L'obiettivo è produrre un incantesimo. Attraverso il gesto magico, l'uomo entra in conflitto di potere con un dio o con un demonio. L'avversario può essere anche un altro mago o quella realtà indeterminata che si chiama fatalità o destino. Sia che agisca da solo, sia che si procuri degli alleati, il mago è sempre un uomo che combatte contro qualcosa o contro qualcuno.
Il gesto profetico, invece, non è uno spettacolo né un'illustrazione pedagogica. È dotato di una propria forza. È parola nel senso semitico del termine, cioè energia quanto significato. La parola profetica è impregnata della forza della Parola divina. L'iniziativa è di Dio, che sceglie i suoi profeti e li anima con la sua rūah, il suo Spirito. L'atteggiamento che si richiede all'uomo è quello di una totale umiltà. La parola profetica è l'opposto della parola magica: non pretende di imporsi a una forza superiore, ma si sottomette alla potenza di Dio. E quando si oppone alle potenze infernali, lo fa in virtù della forza divina che ha in sé.
La formula che accompagna il gesto profetico o che lo giustifica non è un'invocazione né una preghiera: è un oracolo. Non si innalza verso Dio ma discende da lui, esce dalla sua bocca.
Il gesto profetico nasce dalla combinazione attiva dell'azione di Dio e di quella dell'uomo. Il Signore dice la sua volontà e conferisce agli uomini la possibilità di compierla. Il profeta deve essere un buon «conduttore» di questo messaggio e di questa grazia. La collaborazione fra Dio e l'uomo, tuttavia, può realizzarsi in modi diversi. La Bibbia fa vedere chiaramente che il profeta, pur essendo uno strumento dell'azione divina, mantiene la sua personalità. Il temperamento dell'uomo di Dio, in sintonia con la mentalità del tempo, ha un suo ruolo nella trasmissione del messaggio divino. Nel corso dei secoli, dunque, la pedagogia divina assumerà forme diverse, adeguate alla diversità dei tempi e dei luoghi.










